Periodico saltuario illustrato di intrattenimento ispirato a fatti realmente accaduti, al cubo. Ma anche a me.
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Nato piccolo (e mai diventato altissimo), maturato presto, sto recuperando la mia adolescenza poco alla volta.
Apo(ko)lokyntosis
Bianca come Eroina
ControKarma
Daniele Luttazzi
Elio e le Storie Tese
Eta
Fracido
Half Moon
Il Deframmentatore di Merendine
La baia du Nin?
Moi, le premier
Paranoia Zaru
Perché continui a scrivere dialoghi?
Qualcosa del genere
Sydrojé
Thè Coffee
You gotta suck my rock
Zero²
Sono stati qui *loading* giocatori
Incredibilmente, giunge al secondo numero...
...LA RIVISTA CHE NON È ALTRO CHE UN TENTATIVO DI IMITAZIONE!

L'Utente Anonimo nella foto è quello che ha commentato il post della settimana scorsa.
ORIZZONTALI
1. L'associazione coi membri che cantano "Gaudeamus Igitur".
9. Cornificava il marito con Tristano.
10. Un assegno che non si può trasferire. Certo, ci va la sigla.
11. Lido cattolico in provincia di Roma.
12. Rumore onomatopeico della pacca sulla spalla.
13. Musical di Broadway con ciotole di latte e gomitoli di lana.
14. Il modo di chi fa le cose senza garbo.
15. Sono inglesi. Ma anche sei inglese, o siamo inglesi, o siete inglesi.
16. Sistema palindromo di onde radio per identificare la posizione.
17. Rapper statunitense di "Swagga Like This".
18. La band thrash metal neozelandese di "Beyond Human".
19. Anellino degli sposini.
20. Un codice incivile.
22. Immacolata come talvolta è una piazza.
23. Iniziali del presidente del LENA e vice presidente del CICAP.
24. Una casa senza frigorifero.
25. Secondo me, è abbreviato in chat.
26. Vegetale che, ripetuto, è il meglio del meglio.
27. Vandalo che sporca muri con bombolette o manifesti appesi con colla da parati, come l'Utente Anonimo della foto.
35. Codice aeroportuale IATA dell'aeroporto civile di Flores Island
36. Giovanni, esploratore cinofilo che avvistò Terranova e toccò il Labrador.
37. I britannici lo chiamano "Mela di pino". Barbari.
38. Nei cori da stadio, precede "Oo...!".
39. Per nulla insolito, come l'ufficio del sindaco.
40. Acciuga ADSL nel paese delle meraviglie.
41. Fermati come palloni.
42. Schiacci, oppure li vinci.
43. Finiscono così i domini internet di Singapore.
44. Se non è cardiaco, è una pena detentiva.
46. Pienamente meritevole.
47. Un insetto Piaggio che non sia la Vespa.
48. La morte di chi non mangia.
49. Uvaggio bianco, nero o grigio.
50. Il priorato del "Codice da Vinci".
51. Banale, scontata.
52. Non è mai stato dichiarato colpevole, e nessuno gli vieta di dire nulla.
VERTICALI
1. Puntate al lotto.
2. Contengono resti di defunti riesumati e non.
3. Battaglie intestine.
4. Istituto tecnico industriale statale.
5. Associazione delle compagnie aeree americane.
6. Un dio egizio. Beh, di due lettere c'è solo lui.
7. Respirata a pieni polmoni.
8. Recita al teatro, al cinema e, se è bravo, anche a soggetto.
12. Lombarde di pianura.
14. Città a capo delle Filippine - l'arcipelago, non le colf.
16. Restituito, reso.
18. Il papà di Junior. Non un Junior in particolare, va bene qualsiasi Junior.
19. Compagno della Royal Society.
20. Lottatore con i pugni nelle mani.
21. Affacciate come le denuncie, o certe borse.
22. Ce n'è uno a Hamelin, uno ai cancelli dell'alba e uno di Manet al museo di Orsay.
23. Parti rialzate della chiesa dedicate alle letture.
25. Attrezzo da travaso.
27. Le cure mediche di Asclepio. Cioè in greco antico.
28. Interiezione vocativa romanesca.
29. Gli scouts che vanno agli spettacoli.
30. Muove, poi alla morte si reincarna.
31. Zitto, non dire una parola!
32. Un inglese.
33. Lo stesso dio del 6 verticale. Non guardatemi così, non ho mica fatto apposta...
34. Se non è endogeno, non può essere altro.
36. Quella dell'ospedale in genere non è mai preferenziale.
39. Essere ceduto in latino.
40. Gas nobile del terzo periodo.
41. Precedente, in un'abbreviazione inglese.
42. Punizioni falliche.
43. Faro circolare che fa pubblicità.
45. Radio nazionale del Venezuela.
46. Imperativo tronco latino, come "fac" e "duc".
47. Esclamazione di dolore nel cortile di una cascina.
49. Un petanewton (un milione di miliardi di newton).
50. Simbolo che indica uno stronzio.

Rabbia, noia, depressione... tenersi tutto dentro è estremamente nocivo.
Se dovete sfogarvi, chiamate qualcuno per parlarne a quattr'occhi.
Che è meglio.
Fileden ha deciso di eliminare tutte le foto che ho caricato, così, perché gli andava. Lo saluto con un addio e un cordiale vaffanculo. Le ricaricherò su fliccher.
So già cosa farò questo week-end.
Nel frattempo, carico immagini (stavolta in movimento) da un'altra piattaforma.
"Qual è il titolo di questo film?"
Cortometraggio realizzato in 24 ore lo scorso weekend.
Cortometraggio partecipante al concorso D.E. S.I.C.A.*, e piazzatosi non si sa come.
Cortometraggio a tema: "Soggetti impossibili".
Abbiate pietà di noi.
*Daylong Emerging Showbiz Initiative Cremonapalloza Award
Strada di campagna con albero.
È sera.
Estragone, seduto per terra, sta cercando di togliersi una scarpa. Vi si accanisce con ambo le mani, sbuffando. Si ferma stremato, prende fiato, ricomincia daccapo.
Entra Vladimiro. Si accovaccia a fianco di Estragone.
Sei sicuro che ti abbia detto qui?
Sì, ne sono certo.
Non siamo noi che dobbiamo andare da lui?
Ci avrebbe avvertito.
Ci avrebbe avvisato.
Ci avrebbe contattato.
Ci avrebbe avvisato.
Silenzio.
Sarebbe meglio se non venisse.
Piantala.
Io e te potremmo continuare a fare quello che stavamo facendo.
Non facevamo nulla.
Ma lo facevamo bene.
Ed eravamo io e te, da soli.
Sì, soli. Ma insieme.
Vladimiro si toglie il cappello. Ci passa la mano dentro, lo scuote, lo osserva. Lo porta al naso come per annusarlo, poi d'improvviso lo allontana da sé spaventato. Si riavvicina furtivo e lo indossa. Torna da Estragone.
Tutta questa attesa mi snerva.
Perché non abbiamo niente da fare.
Dovremmo ingannare il tempo.
Magari raccontando una storia.
O cantando una canzone.
Silenzio. Estragone guarda Vladimiro per incitarlo a cominciare a cantare.
Non me ne ricordo.
Nemmeno una?
Nemmeno mezza.
Silenzio.
Non capisco perché dobbiamo proprio rimanere. Andiamocene.
Non si può.
Perché?
Aspettiamo Godot.
Già, è vero.
Estragone si guarda attorno circospetto. Estrae di tasca un foglio di carta e comincia a metterselo in capo, per ripararsi dal sole, senza risultati. Cava di tasca anche una carota, la conficca nel foglio e se ne serve come ombrellino.
Almeno, spostiamoci di qui.
Mi sembra una buona idea.
Mettiamoci all'ombra.
Al fresco.
All'ombra.
Non si muovono.
Estragone mangia la carota. Finita la carota addenta il foglio, ma fa una smorfia disgustata, lo appallottola e lo lancia lontano da sé.
E se non venisse?
Non verrebbe.
Estragone gesticola in maniera poco chiara, assume atteggiamenti pensierosi per poi abbandonarli di colpo. Improvvisamente, Vladimiro si volta verso l'albero, osserva la chioma e comincia a parlare.
Non credo di volerlo.
Volerlo aspettare?
Volerlo vedere.
Volerlo volere?
Poterlo volere.
Doverlo volere?
Poter doverlo vedere.
Doverlo vedere?
Anche.
Silenzio.
Secondo me, tutto sommato ti piace.
Cosa?
Volere poter doverlo vedere.
Fammici pensare.
Vladimiro si osserva la scarpa e se la leva. Osserva la scarpa di Estragone, gliela toglie con facilità e la indossa la posto della sua.
Allora?
Forse.
Silenzio.
Ho paura.
Di cosa?
Di vedere.
Di toccare.
Di sapere.
Di parlare.
Di morire.
Di sparire.
Di decidere.
Hai vinto tu.
Lungo silenzio.
Non sarebbe stato meglio non sapere?
Forse.
Viaggiare, giorno per giorno, senza una meta precisa.
Senza una destinazione.
Soli, io e te, con una stella.
Da ammirare.
Da seguire.
Da guardare.
Da seguire.
Da guardare e non toccare.
Da seguire.
E qui sbagli.
Perché?
A furia di seguirla, prima o poi si cerca anche di raggiungerla.
Con scarsi risultati.
Dipende.
Da cosa?
Dalle intenzioni. La mia era quella di avvicinarmi. (pausa) Ho paura.
Di sbagliarmi.
Di bruciarmi.
Estragone guarda fisso negli occhi Vladimiro.
Abbracciami.
No, è venerdì.
Lungo silenzio.
Posso chiederti una cosa?
Dimmi.
Secondo te, perché continua a scrivere dialoghi?
Perché non è ancora riuscito a parlarne con lui.
Con chi?
Con Godot.
Già, è vero. E la cantatrice calva?
Si pettina sempre allo stesso modo, ma quello era Ionesco.
Assurdo.
Sipario.
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