Periodico saltuario illustrato di intrattenimento ispirato a fatti realmente accaduti, al cubo. Ma anche a me.
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Nato piccolo (e mai diventato altissimo), maturato presto, sto recuperando la mia adolescenza poco alla volta.
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Non so se scrivere un post di cazzate a sé stanti o se scriverne uno a sfondo pseudo-sportivo. (In entrambi i casi, comunque, non verrebbe meno l'ispirazione da fatti realmente accaduti).
Democraticamente, avrei lasciato la scelta al primo commentatore...
...visto che, però, non si è fatto avanti nessuno, scelgo io. Cazzate sportive.
Era da un sacco di tempo che non andavo a nuotare. Recentemente mi sono deciso a sgrovigliare un po' la mia forma fisica, che fino all'altro ieri poco risultava dissimile dal pitecantropo, e ho deciso che un po' di nuoto non mi avrebbe certo fatto male. Adoro la piscina, ci ho passato praticamente tutta la pubertà*, periodo che va dagli undici anni all'anno scorso, così ho deciso di tornarci qualche giorno fa. Ho potuto notare che non era cambiato nulla: l'odore di coloro, i pavimenti bagnati, gli asciugamani per terra, i bambini in costume che si schizzano mentre ti corrono accanto: e questo solo all'ingresso!
* Con essa anche tutti i traumi della pubertà, logica conseguenza dei costumi da nuoto fastidiosamente aderenti e sempre nei posti sbagliati.
A bordo vasca, invece, mi sono imbattuto in diverse novità. Ad esempio, non riconoscevo nessuno degli stili di nuoto con cui i miei colleghi nuotatori percorrevano la piscina. Così, per chiedere lumi, mi sono avvicinato con circospezione alla bagnina, circospezione dovuta al costume da nuoto fastidiosamente aderente e sempre nei posti sbagliati (eeeeh, le abitudini sono dure a morire), che mi ha spiegato in dettaglio le nuove tendenze del nuoto.
Stile libero - ma ancora per cinque minuti che poi devo andare
Come lo stile libero normale, ma invece di immergere in acqua il braccio disteso, lo si piega per controllare l'orologio da polso. Si respira ogni numero pari di bracciate, e sempre dalla parte dello Swatch, anche se per risolvere questo problema il campione nazionale Terenzio Govardontici aveva gareggiato nel 1984 con un orologio per polso; venne squalificato perché non erano omologati: l'orologio di destra segnava un quarto a mezzogiorno e quello di sinistra segnava le dodici meno un quarto, mentre secondo il direttore di gara erano le undici e quarantacinque. Le malelingue parlano addirittura di sabotaggio.
Questo stile è un'evoluzione dello stile analogo, anche se più pericoloso, praticato alla fine del XIX secolo, quando aitanti giovinotti rischiavano l'annegamento nel controllare a metà vasca che il loro orologio da taschino fosse ancora funzionante. Fortunatamente, le sponde della vasca erano gremite di squadre di soccorso che, in caso di pericolo, erano pronte a tuffarsi in acqua e mettere in salvo i preziosi cronografi svizzeri. E, nel caso, anche gli atleti.
Growl*
Praticato come il crawl, con la sola differenza che la respirazione prevede un'espirazione di diaframma ad alto contenuto di suoni gutturali e profondi. Si pratica in vasche circondate da impianti stereo Dolby Surround che diffondono teneri e dolcissimi brani death metal cantati da Jeff Walker dei Carcass o da George Corpsegrinder Fisher dei Cannibal Corpse.
Il campione germanico Günther Kowardöntzeg ha recentemente trionfato nella categoria "sincronizzato" insieme alla sua squadra, i Dilaniator Dominator, che si è aggiudicata il premio come miglior coreografia. Una volta ricevuta la coppa, l'intero team l'ha riempita di birra e, successivamente, ci ha pisciato dentro. E poi ha bevuto il tutto.
* Wikipedia esiste per questo.
Rospo - Bufo Bufo
Una variante della rana, o di qualsiasi altro stile. Perché una volta che lecchi il rospo in questione (Bufo Bufo), il tragitto da una parte all'altra della vasca diventa un viaggio meraviglioso, come se fossi su una barca sul fiume, con alberi di mandarino e un cielo di marmellata, e arrivi a un ponte presso una fontana dove la gente seduta sui cavalli a dondolo mangia torte di caramella e tu cerchi una ragazza con il sole neggli occhi di caleidoscopio. Ma senza il fastidio della musica dei Beatles.
Disciplina diffusa verso la fine degli anni '60 grazie al pioniere del karaoke e dell'anfetamina Anthony Goldward On The Geez, colpevole di aver introdotto della bufalina* nell'impianto di depurazione della piscina comunale. Goldward racconta sempre di essere stato premiato per l'eroicità del gesto da un esercito di procaci conigliette di Playboy che in seguito lo avrebbero portato in un gazebo di glicini per cospargerlo di unguenti e giocare a rimpiattino tra i cespugli di forsizia, e una di loro lo avrebbe teneramente abbracciato trascinandolo in una vasca idromassaggio di petali di rosa. Nessuno ha mai avuto il coraggio di dire ad Anthony che, in realtà, quella sera si trovava ad una sagra della salsiccia per camionisti a Davenport.
* Ovviamente, non è una pizza; Wikipedia esiste anche per questo.
Larva
Lo stadio anteriore alla farfalla. Dopo un tuffo a candela, il nuotatore si porta con il ventre sul fondo della vasca e da lì, con le braccia adese al corpo, comincia a strisciare fino all'altro capo; l'unico modo autorizzato di proseguire in avanti è quello di trascinarsi con il mento.
Ovviamente, una parte fondamentale della disciplina è l'iperventilazione. È stato calcolato che, con la quantità di aria e di ossigeno necessaria per completare una vasca media, un essere umano medio potrebbe gonfiare trentasette palloncini medi, tre mongolfiere medie, un dirigibile medio, e gli rimarrebbe nei polmoni un ammontare sufficiente per poter declamare senza prendere fiato un "Il Signore degli Anelli" medio o, a scelta, cantare in apnea un'opera media di un Giacomo Puccini medio. L'atleta francese Éthienne Gouardontochons è stato premiato come campione del mondo della specialità nel 1987 e, da allora, pare non abbia più avuto bisogno di inspirare.
Delfino in una tonnara
Come lo stile delfino tradizionale, solo che si svolge in una modalità particolare. All'inizio della gara, i nuotatori si gettano in una vasca completamente vuota, spaesati dal fatto che non ci siano i cordoli di galleggianti che separano le varie corsie. Ma si dicono "Vabbè, non fa niente, andiamo lo stesso di là...". Solo quando arrivano a metà vasca, gli assistenti di gara sui lati, ad un segnale convenuto, impugnano un'enorme rete che era rimasta sul fondo della vasca e cominciano a trascinarli verso il bordo, dove vengono mazzuolati, tramortiti e lasciati privi di sensi. Va da sé che se qualcuno riesce a sfuggire alla mattanza e arriva dall'altro capo della piscina ha automaticamente vinto la gara. Ma dal 1963 non è mai successo.
Il mondo dello sport spagnolo rimpiange il compianto Alfonzo y Alonzo de Govardòn de Vardontòn de todos los Donticon, allontanatosi un mattino di maggio per allenarsi in mare aperto e mai più ritrovato. La Policia spagnola ha aperto un'indagine, archiviata (a quanto dicono fonti piuttosto attendibili) pressappoco nello stesso periodo in cui la Rio Mare è diventata fornitrice ufficiale delle mense delle forze dell'ordine.

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