Periodico saltuario illustrato di intrattenimento ispirato a fatti realmente accaduti, al cubo. Ma anche a me.
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Nato piccolo (e mai diventato altissimo), maturato presto, sto recuperando la mia adolescenza poco alla volta.
Apo(ko)lokyntosis
Bianca come Eroina
ControKarma
Daniele Luttazzi
Elio e le Storie Tese
Eta
Fracido
Half Moon
Il Deframmentatore di Merendine
La baia du Nin?
Moi, le premier
Paranoia Zaru
Perché continui a scrivere dialoghi?
Qualcosa del genere
Sydrojé
Thè Coffee
You gotta suck my rock
Zero²
Sono stati qui *loading* giocatori
Falso allunaggio, scie chimiche, occultamento degli UFO, nuovo ordine mondiale...
Tutto si spiega in modo semplicissimo: è colpa loro*.
E ce l'hanno con te**.
* Sì, proprio loro, e...
** ...sì, proprio tu***.
*** Non te, tu****.
**** Esatto, proprio tu.
Anche Vittorio di Pedia (Vicky) la spiega in modo abbastanza semplice.
Da piccolo ci andavo anch'io. Adesso, forse, sono un po' troppo cresciuto, e l'età mi ha portato a concentrarmi su altre cose. Ma ogni tanto ci ripenso ancora, perché certe cose non mi sono ancora del tutto chiare...
Si consideri l'esempio seguente: vogliamo provare la nostra forza colpendo con il martellone la piattaforma, per far salire un proiettile di massa m = 1.5 kg lungo il condotto (alto h = 4 m) e fargli suonare la campanella C.
a. Calcolare quanto deve valere l'impulso della forza esercitata sul proiettile perché la campanella C suoni.
La campanella non suona, perché trascuravamo la forza di attrito costante FA = 5 N esercitata dalla guida sul proiettile.
b. A fronte del nuovo dato, calcolare quanto deve valere l'impulso per vincere la gravità e l'attrito e suonare la maledettissima campanella C.
c. Calcolare infine il rapporto tra quest'ultimo impulso e quello che sarebbe necessario per far partire il proiettile con la velocità di fuga di un corpo dalla Terra (costante gravitazionale G: 6.67×10-11 Nm²/kg²; massa terrestre: 5.98×1024 kg; raggio medio terrestre: 6.38×106 m), quest'ultimo calcolato in assenza di attriti, e dire se varrebbe la pena fare tanto sforzo per vincere soltanto un pelouche.
Siamo su un autoscontro A, e immaginiamo che i due bordi perpendicolari della pista siano gli assi di un sistema di riferimento cartesiano ortonormale. Al centro dell'attrazione stanno per scontrarsi due automobiline, di massa M = 90 kg: la prima trasporta un bambino di massa ma = 25 kg, la seconda un bambino di massa mb = 35 kg. La prima automobilina si muove parallelamente all'asse x con una velocità v1 di 3 m/s, la seconda si nuove parallelamente all'asse y con una velocità v2 di 4 m/s.
a. Supponendo l'urto completamente anelastico, calcolare modulo, direzione e verso della velocità con cui il sistema due-automobiline-e-conseguenti-bambini-a-bordo si muove.
b. Facoltativo: Immaginiamo che il bambino di massa ma sia, al momento dell'impatto, sbalzato fuori dalla sua macchinina. Calcolare anche in questo caso modulo, direzione e verso della velocità con cui si muove il centro di massa del sistema due-automobiline-ma-stavolta-un-bambino-solo, e il costo dell'ingessatura per l'altro bambino.
Una giostra impazzita G presenta un guasto al motore, che le fa aumentare velocità con un'accelerazione α = 6 rad/s. Questa giostra trasporta un bambino, di massa non nulla, a una distanza R = 3 m dal centro di rotazione della giostra e a un'altezza h' dal suolo. Il bambino rimane in piedi in equilibrio sulla giostra anche durante la sua straordinaria accelerazione, fino a che un tecnico non decide di togliere corrente, e la giostra si ferma di colpo. Il bambino si ritrova dunque sbalzato in avanti e vola per un tempo t = 0.553 s fino a colpire la piramide di barattoli del tiro a segno, distante x = 50 m ad un'altezza di h = 0.40 m dal suolo. Si calcolino:
a. La velocità di volo del bambino;
b. L'altezza h' a cui stazionava il bambino sulla giostra;
c. Quanti giri ha fatto la giostra prima di essere fermata;
d. Il prezzo del pelouche vinto al tiro a segno dal bambino.
Si trascurino la resistenza dell'aria e l'attrito delle unghie del bambino per trattenersi alla giostra.
Inverosimile*, ma mi è successo davvero.
Ho anche un testimone oculare, col quale mi complemento.
Comunque no, io non sono quello sulla destra.
* È inverosimile trovare in gelateria un bambino vestito esattamente come te, non il fatto che io, di tanto in tanto, mi conceda un gelato. E neanche che il gelato in questione sia alla menta**.
** Uno dei migliori gusti esistenti, checché ne dica qualcuno.
(L'antefatto si trova qui)
Vieni, siediti accanto a me.
È carino, come posto...
Sì, piace anche a me.
Volevi dirmi qualcosa di importante, vero?
Già, altrimenti non ti avrei portata qui.
Pausa.
È difficile, vedi, perché non so esattamente come dirlo.
Come dire cosa?
Tutto. Quello che penso, quello che vivo, quello che sento. Un po' come se i miei pensieri trovassero un ostacolo nell'uscire, e ne restassero irrimediabilmente rovinati, così che quando sono fuori di me non li riconosco più per quello che erano prima.
Capisco.
E un po' è da quando ho cominciato a trascurarti.
Trascurarmi?
Non dirmi che non te ne sei accorta.
Pausa.
Magari da fuori, poteva sembrare così. Ma da come l'ho vissuta io, è una faccenda completamente diversa. Prima eri uno dei miei pensieri più ricorrenti, uscivamo insieme tutte le settimane, pensavo a te quando mi trovavo da solo, come ad esempio prima di addormentarmi o quando ero in treno da solo. Adesso... È veramente brutto da dire. Ti amo ancora, quello sì, ma non sei più l'immagine che non mi lascia un attimo di respiro.
Pausa.
C'è un'altra, vero?
Mmmh. C'è sempre stata, non ti ricordi?
Breve pausa.
Ti sembra una risposta sensata?
No, non lo è. Ma, in fin dei conti, lo sapevi anche tu. Per me sei sempre stata un'amante, è logico che trovavo in te quello che non trovavo in lei, ma adesso mi sto... ravvedendo? Non so se è la parola giusta. Però capisco che la faccenda è più profonda di quanto non lo sia mai stata.
Spiegati meglio.
Sento che devo stare più con lei che con te. Ho cominciato a pensare al mio futuro.
Il "tuo" futuro? Non il "nostro" futuro?
Hai sempre saputo - così come lo sapevo io - che non ci sarebbe stato futuro per noi.
Pausa.
Lo sapevo che prima o poi sarebbe andata a finire così.
Non fraintendermi, secondo me non hai capito.
Invece sì. Mi stai... Mi stai mollando, vero?
No, niente affatto... Oh, vedi come sei? No, no, solo...
Solo... cosa?
Volevo chiederti di vederci un po' meno spesso.
Ancora meno?
Purtroppo sì.
Pausa.
Posso chiederti una cosa?
Dimmi.
Perché ultimamente scrivi solo dialoghi?
Mi piace illudermi di poter parlare così, liberamente, anche nella realtà.
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