Periodico saltuario illustrato di intrattenimento ispirato a fatti realmente accaduti, al cubo. Ma anche a me.
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Nato piccolo (e mai diventato altissimo), maturato presto, sto recuperando la mia adolescenza poco alla volta.
Apo(ko)lokyntosis
Bianca come Eroina
ControKarma
Daniele Luttazzi
Elio e le Storie Tese
Eta
Fracido
Half Moon
Il Deframmentatore di Merendine
La baia du Nin?
Moi, le premier
Paranoia Zaru
Perché continui a scrivere dialoghi?
Qualcosa del genere
Sydrojé
Thè Coffee
You gotta suck my rock
Zero²
Sono stati qui *loading* giocatori
Un rapido inventario delle chiavi che mi porto più o meno sempre appresso. Attorno ad un pratico moschettone possiamo trovare...
Anello di caucciù (il portachiavi è fatto così)
- Macchinetta del caffè in facoltà
Anello 0
- Macchinetta del caffè in collegio
Anello 1
- Una bicicletta fraudolentemente sottrattami
- Valigia rigida da viaggio in aereo
- Lucchetto (la chiave di un lucchetto)
- Armadietto dello spogliatoio nella mia società canottieri
- Portone di casa a Cremona
- Portoncino del condominio*
- Un'altra bicicletta fraudolentemente sottrattami
Anello 1-A
- Portone del collegio
- Stanza nel collegio
- Bicicletta a Pavia
- Due imprecisate chiavi del collegio che entrano nella toppa della serratura dell'armadio ma non girano
- Un'imprecisata chiave del collegio che non entra in alcuna serratura
Anello 1-B
- Bicicletta a Cremona
- Portone blindato sede scout
- Un'ulteriore bicicletta fraudolentemente sottrattami (ad occhio, un doppione della chiave di cui all'anello 1 - la seconda)
* Non fosse per Luca, avrei ancora anche la chiave (inutile**) della vecchia serratura del portoncino. Sconcertato dall'impressionante mole del mio mazzo di chiavi, al grido di "Ti serve questa?" se n'è appropriato per farne la punta di una freccia. O almeno, così mi ha detto.
** Tanto quanto quelle delle biciclette sottrattemi.
C'è attaccata più o meno tutta la mia vita. Mancano solo la chiave di lettura, la chiave di violino e la chiave di Volta (Alessandro).
Quindi, capite il mio sgomento nell'essermi palpato la tasca in stazione a Milano Rogoredo e non aver trovato il consistente malloppo sopracitato (peso netto: 190.0 ± 0.3 g*). Angoscia e disperazione. In primo luogo, per aver perso in un colpo solo tutti i simboli degli ultimi ventun anni vissuti, secondariamente perché non avrei avuto alcun modo di adoperare la mia bicicletta pavese durante la settimana, ed infine perché, privo delle chiavi del collegio, avrei dovuto passare la notte all'addiaccio o - peggio ancora - ospite di qualcuno**.
* Deformazione professionale.
** "Rivedere le priorità" è già un punto nell'elenco delle cose da fare.
Erano sul tavolo in soggiorno*. Piantate a casa durante la mia frettolosa partenza.
Così, mentre viaggiavo da Milano a Pavia, un uomo magnanimo che risponde al nome di Mio Padre viaggiava da Cremona a Pavia al solo scopo di agevolarmi l'accesso a collegi, biciclette, caffè e quant'altro potrò aprire tra oggi e venerdì.
Non lo ringrazierò mai abbastanza.
* "Sì, le metto qui in bella mostra, così prima di uscire le vedo e mi ricordo di prenderle", mi dicevo fiducioso...
Elettromagnetismo è andato così bene che mi hanno chiesto addirittura il bis.
Potrei darlo tra un mese, tenendo buono il voto dello scritto di febbraio.
Ma i miei fan sono già eccitati all'idea di rivedere la mia grafia.
Sì, è una pagina di appunti mia. Interpretando la grafia, riuscireste a leggere:
(sulla sinistra)
Momento di dipolo sul neutrone?!
NON SONO LA STESSA COSA
• proibito dal time reversal
(sulla destra)
--> SPIN
--> momento di dipolo
SPECCHIO
<-- vettore assiale
--> vettore polare
(in basso)
MOMENTI DI QUADRIPOLO
--> ASSE DELLO SPIN
(nel primo disegno > 0, nel secondo < 0, nel terzo = 0)
...come se ci trovaste qualcosa di interessante.
Scena: un posto umido, buio ed affollato da gente vestita di bianco, disposta in due file a semicerchio poste su due piani ad altezza diversa. Un tizio abbastanza robusto, anche lui vestito di bianco, si pone all'inizio della fila al piano superiore, ed inizia a spingere, suscitando le ire della persona dietro di lui...
- Ahia.
- Oh.
- Beh? Non chiede neanche scusa?
- Mmmh...
- Dico, ma chi si crede di essere?
- Guardi, sono arrivato adesso.
- Sì? Noi siamo qui da anni... il fatto che lei arriva adesso le fa credere di avere qualche diritto in più?
- (da più avanti) Smettetela di spingere, non ci stiamo.
- Eh, ditelo al ciccione, qui, che non vuole saperne di andarsene...
- Beh, scusate tanto, ma non è colpa mia.
- Come sarebbe?
- Ne eravate al corrente. D'altra parte, sapevate che sarei dovuto esserci anch'io.
- Innegabile, questo è vero. Ma non sapevamo da che parte sarebbe arrivato.
- Potevate prevederlo.
- Oh, ci abbiamo provato. Sa, in passato abbiamo avuto altri problemi simili.
- Ovvero?
- Troppa gente voleva stare qui e troppo poco spazio. E ora che ci siamo organizzati, arriva lei a scombinare tutto.
- Sì, ma non arrivo da solo...
- Cosa vorrebbe dire?
- Eh, verranno altri due miei fratelli e... sì, ne vedo uno laggiù, si è già sistemato, lo vede?
(rivolge lo sguardo verso il basso e fa un cenno di saluto al primo della fila - ma dalla parte opposta - al piano inferiore)
- Come ti trovi?
- Mah, neanche male. Te, come va?
- Mah, insomma... malaccio. Mi stanno facendo un sacco di storie.
- Guardi, non vedo l'ora che lei se ne vada.
- Non mi dà il tempo nemmeno di ambientarmi qui e vedere come si sta?
- Le dirò di più: provi a mettere radici qui e le assicuro che la faccio rimuovere il prima possibile.
- È una minaccia?
- È una promessa.
So che vi state chiedendo il perché di tutto questo...
Scena: uno studio dentistico nel centro di Cremona, venerdì pomeriggio. Cæsar, sdraiato sulla poltroncina, sta per interrogare il dottore, che al momento ha ancora lo specchietto tra le sue fauci.
- Senta, dottore, volevo chiederle... Nei giorni scorsi ho sentito un certo indolenzimento qui (si palpugna la mascella, a destra), cosa potrebbe essere, carie o... cos'altro?
- No, carie no... (si spezza lo specchietto ortodontico in mano) Molto probabilmente è un dente del giudizio.
- Sì, ma io non ho ancora denti del giudizio...
- Non proprio: uno è già spuntato, vedi lì sotto?
- Dente del giudizio, quello?
- Sì. Quello che ti fa male, forse, ha già cominciato a farsi spazio spingendo gli altri per uscire. Ma voglio vederci chiaro, quindi fatti fare una panoramica prima del prossimo appuntamento.
- Ah, capisco. Ma vederchi chiaro perché...? (infossando le unghie della mano sinistra nel bracciolo della poltrona reclinabile e quelle della mano destra nella sua propria coscia) Voglio dire... in questi casi, in genere, come...?
- Ah, per i problemi di palato stretto che hai avuto tu, c'è una sola cosa da fare: li dobbiamo togliere tutti appena sono cresciuti.
- Molto bene.
Da stamattina ho cominciato con gli antidolorifici.
Chiudo con una perla* dell'altro ieri, a tavola, pronunciata da Marina L. (11 anni, sorella dell'autore. N.d.R.).
Speaker del telegiornale: "Vi ricordiamo che oggi è Venerdì Santo, secondo la Chiesa Cattolica giornata di magro e digiuno."
Marina: "Vi ricordiamo che oggi è Venerdì Santo, secondo la chiesa cattolica giornata di magro e digiuno. Ed ora, la nostra rubrica gastronomica “Eat parade a tavola”...".
* Non tutti i bambini fanno battute così ben costruite. I più si limitano a "Cacca pupù! Ahahahah...".
Ah, sì, beh, ovviamente...
Buone uova di Pasqua.
"Non è che sei già in fase primaverile da calo di rendimento, vero?"
"Oh, come potrei? È solo metà marzo..."
L'immagine dà un'idea di come potrei.
Questa settimana mi sarebbe piaciuto pubblicare una foto con Max con la Torre degli Asinelli sullo sfondo. Purtroppo, non avevo sufficiente preavviso, sufficiente tempo e sufficiente denaro per scattarla.
Anche perché, a dire il vero, per fare una foto con Max questa settimana, avrei dovuto prendere un'altra torre come sfondo.
La Tour Eiffel.
* Forsythia (Regno Plantae, Divisione Magnoliophyta, Classe Magnoliopsida, Ordine Lamiales, Famiglia Oleacee, Genere Forsythia) è la pianta a fiori gialli sullo sfondo.
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