Periodico saltuario illustrato di intrattenimento ispirato a fatti realmente accaduti, al cubo. Ma anche a me.
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Nato piccolo (e mai diventato altissimo), maturato presto, sto recuperando la mia adolescenza poco alla volta.
Apo(ko)lokyntosis
Bianca come Eroina
ControKarma
Daniele Luttazzi
Elio e le Storie Tese
Eta
Fracido
Half Moon
Il Deframmentatore di Merendine
La baia du Nin?
Moi, le premier
Paranoia Zaru
Perché continui a scrivere dialoghi?
Qualcosa del genere
Sydrojé
Thè Coffee
You gotta suck my rock
Zero²
Sono stati qui *loading* giocatori
Sveglia alle ott... ottemmezz... facciamo un quarto alle nove (o alle noveunquarto, è lo stesso - per la proprietà commutativa). Ma a Marina, undici anni ad agosto e un letto oltre la parete, è concesso un po' di riposo in più. Non ha esami da sostenere, lei.
Caffè. Ormai, chi ha più tempo, e soprattutto voglia, di scaldare del latte in cui diluirlo? Puro e nero, è la mia sola colazione. Si vede che non sono più un bambino.
Il libro di analisi mi sta già aspettando sornione. Prima che Marina si svegli, in genere, riesco a dimostrare un paio di teoremi.
Poi arriva in cucina lei, appena sveglia, verso le novemmezz... 'nquartalledie... facciamo le dieci meno dieci. Caffè d'orzo, perché non ha voglia di mangiare null'altro. È la sua sola colazione. Si vede che è una bambina viziata.
Dopodiché, ognuno per proprio conto, con l'unica regola di non disturbarsi a vicenda. Io, chino sul tavolo nella penombra della cucina, a integrare, derivare, dimostrare, confutare e cercare di capire i misteri dell'analisi matematica.
Lei, in camera (che sia la mia o la sua non conta), stravaccata su un letto (che sia il mio o il suo interessa poco) a giocare, disegnare, colorare, sonnecchiare e cercare di far passare una mattina senza annoiarsi. Perché potrebbe succedere, a lei.
L'unica invasione di privacy - la sua - è verso mezzogiorno, quando è ora di far sparire le prove. Il tavolo della cucina è già sgombro da tutto quello che l'ha sporcato di matematica nelle ore addietro; la camera e la sorella vanno rassettate per eliminare tutte le tracce dell'eccessivo lassismo.
E nel pomeriggio, con mamma e sorella in casa, è possibile studiare?
E nel pomeriggio, con il sole cocente e l'afa, è possibile studiare?
Non sarebbe meglio un bagno in piscina?
La bicicletta mi attende nel cortile. Il caldo dell'una e mezza mi aspetta in strada.
La piscina mi attende alla fine del lungo viale alberato. La sdraio mi aspetta sul prato.
E io aspetto che la digestione faccia il suo corso sotto il sole e dentro un costume da bagno, con un libro in mano, mentre cerco di togliere quella fastidiosa candida fosforescenza dal mio torace.
Arrivano le tre. Arriva l'ora di immergersi. Il mio fisico scultoreo (come una scultura di Giacometti, meno longilinea) mi consente di percorrere perlomeno qualche centinaia di metri a nuoto, tradotto: qualcosa in più di una ventina di vasche.
Quando sono soddisfatto del mio risultato, ritorno verso l'asciugamano, ritorno asciutto, ritorno alla bicicletta, ritorno a casa. Sono quasi le quattro, e mamma e sorella si stanno preparando per uscire.
L'automobile le attende nel vicolo. Il caldo dell'automobile le aspetta nell'abitacolo.
La piscina le attende alla fine del lungo viale alberato. La sdraio le aspetta sul prato.
E io aspetto di essermi fatto una doccia e di essermi tolto di dosso il cloro residuo prima di mettermi di nuovo al tavolo della cucina, dove so che mi attende - di nuovo - l'analisi matematica.
«E la chiamano estate, questa estate, questa qué / Ma non sanno che è estate, ricordando questa esté», lo dice anche la canzone...
Il disegno riportato qui sotto è una caricatura di dieci miei co-collegiali, partorito nell'occasione del ventesimo compleanno di Vittorio, il mio compagno di stanza, e parte integrante del suo dono (enorme agenda Moleskine™ con pagine bianche per schizzi e disegni - corredata di nostre dediche e firme - che un artista del carboncino e dell'acquerello non ha potuto non apprezzare).
Capisco che, però, non tutti possono conoscerli. Giustamente, vi dirò i loro nomi¹: da sinistra a destra, abbiamo Gabriele, Luigi Michele, Daniele, Gabriele, Michele (vi giuro che non l'ho fatto apposta...), Antonio, Marco, Cristian, Luca e Vincenzo.

Però, mi rendo conto che non basta... allora vi propongo un gioco, ispirato ad un quiz di cui ho visto una sola puntata ma del quale, se Dio vuole, non ne vedrò altre. Fatevi guidare dal vostro istinto, dalle vostre sensazioni a pelle (e dal disegno, che si vede meglio qui) per provare ad indovinare la caratteristica, tra quelle dell'elenco qui sotto, abbinata a ciascuno dei soggetti ritratti. Indovinate, ad esempio, chi di loro...
A) ...consuma Tetraidro-6,6,9-trimetil-3-pentil-6H-dibenzo[b,d]piran-1-olo.
B) ...viene dalla Sardegna.
C) ...è soprannominato "Er Màggeshti".
D) ...studia Ingegneria Edile e Architettura.
E) ...è stato espulso nel torneo di calcio intercollegiale.
F) ...è un soffice patata (a detta di Sgarbi, mio filosofo di fidùsha).
G) ...sta per diventare azionista di maggioranza della Moleskine™.
H) ...ha fatto il barman alla festa del collegio.
I) ...è un conterraneo di Don Quijote.
J) ...è l'autore di questo disegno.
Fra una settimana la soluzione. Non prima.
Se qualcuno fa l'en-plein, sarà menzionato nella hall of fame.
¹ Il nome dello straniero è ovviamente stato tradotto in italiano. Sennò era troppo facile...
Forse mi sto ammalando...
Chiedete al tizio con il pastrano viola se non ha tentato di contagiarmi!

Mi spiace per essermene andato in tal modo...
...comunque, volevo ringraziare il padrone di casa per il divertimento, l'ospitalità - si può veramente dire che sia la disponibilità fatta persona - (e anche un pochettino scusarmi per i fastidi che gli ho arrecato...) promettendo che cercherò di fare di tutto per mettermi a pari il prima possibile...
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