(Cæsar's Palace)³

Periodico saltuario illustrato di intrattenimento ispirato a fatti realmente accaduti, al cubo. Ma anche a me.

Eccomi

Utente: MrCaesar
Nato piccolo (e mai diventato altissimo), maturato presto, sto recuperando la mia adolescenza poco alla volta.

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Porte girevoli

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martedì, 29 maggio 2007
Intensissima attività durante le ore di termodinamica

I fatti parlano più delle parole.

È ancora un work in progress. Se volete, potete finire di colorarlo voi.

Vignetta

Gioca con noi...: MrCaesar a 09:23 | link | commenti (4) |Mi piace
arte, best off

domenica, 20 maggio 2007
Filippa e Laura? No, forse Fernanda e Loretta? O magari Francesca e Lucia...

Ho un problema piuttosto grave. Sono ossessionato da due donne. Bellissime, non c'è che dire; tutte e due mi affascinano, mi irretiscono, mi bramano (anche se sarebbe più corretto dire che sono io a bramare loro). Cosa c'è di male? Beh, che due sono troppe. E, se due sono troppe, non so quale scegliere da avere tutta per me, proprio non so come fare. Ora, siccome non voglio spiattellare in faccia a tutto il www le identità di queste conturbanti bellezze, le chiamerò con dei nomi fittizi: Effe ed Elle (uh, no, no, non sono le loro iniziali... no, sono dei nomi a caso, cosa credete, non mi avrete mica preso per uno che va in giro a dire... no, no, vi sbagliate...).
La colpa, grossomodo, è di Elle. L'ho conosciuta e apprezzata un bel po' di tempo fa, prima che nella mia vita entrasse anche Effe. Mi ha colpito da subito, mi ha stregato e ammaliato con la sua personalità molteplice, per il fatto che non era mai uguale a se stessa, perché sapeva stupirmi in mille e più modi sempre diversissimi. Ma quello era anche il suo limite: non mostrare mai due volte la stessa faccia. Per questo ho cominciato a credere che, tutto sommato, la serietà le fosse qualcosa di completamente estraneo. È per questo che sono stato io a decidere di lasciarla, per qualche tempo. Da allora ci siamo frequentati sporadicamente.
Ho cominciato a perderla un po' di vista quando ho incontrato Effe. Non è stato proprio un colpo di fulmine, ma un amore in evoluzione col tempo: ho iniziato a volerle bene quasi per gioco, e andando avanti coi giorni mi sono accorto che il sentimento era effettivamente qualcosa di radicato. Ci siamo messi insieme, alla fine; e lo siamo ancora. Io e Effe, ormai, siamo coppia fissa già da qualche mese. Ma, paradossalmente, è forse il fatto di non aver sentito da subito un sentimento che partisse dal profondo per sconvolgermi completamente la causa del mio recente distaccamento nei suoi confronti. Non fraintendetemi, non sto dicendo che non le voglio più bene: io continuo a pensare che lei sia effettivamente fatta per me. Però manca quel pizzico di pepe della fantasia nel rapporto...
Cos'è successo, ultimamente? È tornata a farsi viva Elle. Il guaio, per me, è stato quello di non tagliare i ponti con lei, e di continuare a considerarla un'amica. Un'amica che, con il tempo, ha continuato a farsi strada e a richiedere attenzioni, sempre maggiori e sempre diverse, lasciandomi perplesso sull'andamento della mia relazione con Effe. Per inciso: quella con Effe è una storia stabile, ben definita, con pochi sbalzi possibili e progetti per il futuro, anche molto interessanti, ben delineati già nell'immediato; Elle, d'altra parte, continua a sedurmi con delle idee per il nostro futuro insieme molto intriganti, che mi galvanizzano e mi entusiasmano, fino a che non ne riconosco il limite. Sono sogni, perlopiù fantasie, che possono contare ben poco di concreto; meravigliosi e paradisiaci, ma pur sempre sogni. Sogni dai quali mi risveglio, per vedere nella penombra, rigirandomi nel letto, il viso di Effe.
Il guaio è che mi trovo bene con entrambe: Effe, razionale, lascia veramente poco al caso - ma è questo il suo bello; Elle, passionale, un vero concentrato di sentimenti pronti per l'uso. Chi delle due dovrei seguire?
Ho provato a parlarne con diversa gente. Mamma è l'unica che mi dice di rimanere al fianco di Effe per un po' di tempo per vedere come si evolve la situazione nel frattempo. Qualche amico mio - e inaspettatamente anche Papà -, al contrario, mi ha spassionatamente suggerito di seguire quello che mi dice il cuore, senza preoccuparmi della direzione da prendere, quand'anche si dirigesse ostinatamente verso Elle.
Se anche non volete darmi un consiglio, non fa nulla. Ho scritto solo perché sentivo il bisogno di sfogarmi (più o meno) apertamente. E perché, sotto sotto, io amo Elle.

(Se non avete capito chi sono Effe ed Elle, non importa; prendete questo post come una paginetta di paturnie sentimentali. Se l'avete capito, bene; vi chiedo solo di non svelare la loro identità nei commenti - e, se possibile, di stare al gioco e continuare l'allegoria...)

Gioca con noi...: MrCaesar a 23:24 | link | commenti (10) |Mi piace
allegoria, best off

domenica, 13 maggio 2007
Senza un rimario è stata difficile (ma ho trovato un surrogato...)

Cena a casa di Andrea. Fine gourmet, per festeggiare il santo patrono della sua natìa Vieste ci invita chez lui (che in francese si pronuncia scé lüì e in italiano significa "a casa sua") a godere di una cena che vanta come piatto di spicco le sue melanzane ripiene. Buone, non c'è nulla da eccepire (io stesso mi sono leccato i baffi - all'epoca li avevo ancora... e l'epoca è l'altro ieri). Nulla da eccepire tranne la dose ed il peso specifico. Per quelli che masticano un po' di fisica parlo di densità prossime a quelle della materia allo stato plasmatico, per chi mastica chewingum posso dire che un cm³ di melanzana pesava all'incirca un etto e mezzo. Ecco, data la densità, la dose pro capite era la metà di una melanzana da una ventina di centimetri; fate le vostre proporzioni. Forse sono io a non avere uno stomaco troppo capiente o troppo allenato, però mi è sembrato che anche altra gente facesse fatica a portare a termine il proprio piatto senza crollare tra gli spasmi o mettersi a giocare coi resti con infantile ardore (e candore).

Però posso, io, culinariamente estromesso dal Gotha dell'alta ristorazione, mettermi a parlare così impunemente degli affascinanti segreti di un mondo a cui a me è proibito non solo avvicinarmi ma anche nominarlo indirettamente tramite metafore? Certo che no. Allora vi lascio a una simpatica parodia. L'idea originale per il pezzo seguente viene da un simpatico inserto pugliese in un dialogo in italiano, che riporto. Il dialogo, eh, non l'italiano.

Andrea: «Eh, se poi Mara ha fame le lasciamo una mezza marangia...»
Io: «Una che?»
Andrea: «Come, "che"? La marangia
Io: «In un idioma italico...?»
Andrea: «Marangia... la melanzana
Io: «Ah, detta come l'avevi detta prima sembrava il singolo di Silvestri...»

Percui, ispirato dalle melanzane ripiene, ho prodotto qualcosa di veramente notevole. Poi, uscito dal bagno, ho composto questa.

La Marangia
Liriche di C.M.L. (con la partecipazione di P.P.)
(sulle note del brano «La Paranza» di Daniele Silvestri)

Volevo far l’arrosto con la lonza
Ma non ce l’ho, pazienza
E per la cena devo fare senza.
M’arrangerò con ciò che c’ho in credenza
E friggo una marangia… marangia… marangia…

La marangia è una pietanza
Concepita dopo una possente sbronza
Per chi è senza reticenza,
Altrimenti prenotate un’ambulanza.
La pietanza
Ricca e densa
Ha il carattere davvero di una stronza:
sembra innocua all’apparenza
ma nasconde molto bene la possanza.

Svuota la melanzana per la mescolanza
Con pan grattato e uovo in base all’occorrenza,
Con del formaggio (e latte se c’è l’esigenza);
riempila e friggi solo la sua escrescenza.
E poi ci vuole pomodoro e anche pazienza
Metti in forno se è a temperatura incandescenza…
Ora puoi uscire ed aerare un po’ la stanza
E preparar la gola per la marangia.

La marangia è una pietangia
Che la mangi e sembri in gravidangia;
C’è sostangia
In abbondangia:
Con un boccone già ti riempie la pangia.

È consigliabile l’aver molta appetenza,
Fare più brindisi e annegarla con baldanza
Per non rischiar di collassar mentre si pranza
Ed allungare un po’ la resistenza.
No, no, no, non è possibile,
Non è neanche pensabile
Cercare di tenere atteggiamenti di decenza:
Slacciar la cintola per liberar la panza
È obbligatorio se c’è la marangia.

La marangia è una pietangia
Che la mangi e sembri in gravidangia;
C’è sostangia
In abbondangia:
Con un boccone già ti riempie la pangia.

Dimmi che c’hai fame, che c'hai fame,
Perché qui c’è il dettame
Che è da finir tutto il tegame.
In ogni caso è meglio se non fai l’infame,
Non ti abboffi di salame.
Dimmi, pantalone, che mi tieni,
E se non tieni
Dovrò mostrare le mie reni
Ora mi manca pure l’aria, non respiro,
Ora schiatto,
Ora spiro...

Dov’è, dov’è,
La sento scendere...
Dov’è, dov’è,
Giù per l’esofago...
Lo sai che c’è?
Che sto benissimo
Finché non è
Dentro lo stomaco
Però perché
La polenta e osei
Mangiandola son sempre stato meglio, chissà perché?
No, prego non fermatemi…
Dov’è il W.C.?

La marangia es un plate
Y un tractato de beligerancia
¡Ay caramba! Hay sostancia
que crea muchos movimientos de pancia...

Però il profumo è fantastico,
Il suo aspetto è magnifico,
Il ripieno è incredibile
Come pure l’intingolo…
Beh, io un’altra la ingurgito,
Tanto dopo mi libero
Con l’Idraulico Liquido,
Con l’Idraulico Liquido.
Poi mi corico comodo
Faccio pure una pennica
Fino a che, al punto critico,
Vado in coma lipidico…
Perciò tu che la azzanni
Tieni conto dei danni
(con un grammo di avanzo
ci si fa un altro pranzo)!

Gioca con noi...: MrCaesar a 17:01 | link | commenti (7) |Mi piace
cucina, best off

lunedì, 07 maggio 2007
Tutti intorno ad un tavolo...

Cena di classe. La III A liceo dell'anno scolastico 2oo5-2oo6.

C'è il rappresentante, che ha organizzato tutto come al solito - modestamente.
C'è la ragazza di una certa classe, con un bel nasino sotto il quale aleggia una discreta puzza.
C'è il ragazzo che con questa classe si trova bene, forse anche meglio che con quella in cui stava prima.
C'è la ragazza sempre bella, che tanto è bella penseresti che se la tiri un sacco, e invece no, è anche simpatica.
C'è lei, seria quando ce n'è bisogno, ma preferibilmente giocherellona nonostante l'età.
C'è la cantante, che se le vai a genio può anche parlare con te, sennò non si sciupa le corde vocali; ma ti sorride.
C'è la ragazza simpaticissima, che quando ride è il ritratto della felicità (ma sembra che pensi che tu sia un idiota).
C'è il simpaticone che non riesce a trattenersi dal parlare e dal fare battute (ma è un bene per la conversazione).
C'è quello abbastanza simpatico, che ha scoperto che quello non è il suo ambiente ma cerca di integrarsi lo stesso.
C'è lui, che sembra pensi sempre a prevalere o a far vedere che c'è e che ciò sia un fatto degno di nota.
C'è lei che è affascinata dalle lingue, e con quanti più svolazzi si scrivono meglio sono (come il cinese).
C'è la ragazza che gioca bene a pallavolo e ci si accorge di quando arriva per la sua simpatia prorompente.
C'è l'attore, che per come si rapporta con gli altri sembra che li guardi dall'alto del suo palco.
C'è il musicista che oltre allo studio riesce a trovare anche il tempo per lo sport e per il violino.
C'è il cinefilo, fortunato per nascita, sempre molto timido ma sempre molto simpatico.
C'è la ragazza che non vede l'ora di andarsene, perché nella classe le stanno tutti sulle palle.

E ci sono anch'io. O sono tra quelli di sopra?

(Nessuna antipatia. Solo impressioni che, dopo un po' di tempo, avevo voglia di esternare.)

Gioca con noi...: MrCaesar a 23:46 | link | commenti (7) |Mi piace
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