(Cæsar's Palace)³

Periodico saltuario illustrato di intrattenimento ispirato a fatti realmente accaduti, al cubo. Ma anche a me.

Eccomi

Utente: MrCaesar
Nato piccolo (e mai diventato altissimo), maturato presto, sto recuperando la mia adolescenza poco alla volta.

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Porte girevoli

Sono stati qui *loading* giocatori

lunedì, 23 aprile 2007
Toglietemi tutto, ma non...

Vi va di giocare? Partecipate a questo primo tentativo di post interattivo rispondendo a questa semplice domanda: quali sono le cose alle quali non sapreste proprio dire "Beh, posso benissimo fare senza di te"? Guardate la faccenda da un punto di vista puramente materialistico, il gioco è questo: si parla di oggetti. Se volete partecipare, commentate scrivendo in maniera rigorosissimamente anonima le cinque cose alle quali non potete affatto rinunciare, nemmeno se vi pagassero abbastanza da fare in modo che la vostra vita da ora in avanti si svolga con occhiali da sole, sedere in ammollo e un Martini in mano in una soleggiata piscina di una lussuosissima villa di Hollywood - o facendo qualsiasi cosa a voi piaccia.

Regole:
• Scrivete in un commento un elenco dei cinque (5) oggetti a cui non rinuncereste affatto. Non uno di più, non uno di meno; non sono troppi, ma neanche pochi.
Tassativo: le cose che menzionate devono essere in vostro possesso (altrimenti non ci rinuncereste, per definizione stessa di "rinunciare a"...).
• (facoltativo: se proprio volete, scrivete una stringata motivazione del perché la vostra vita senza di esse non avrebbe alcun senso).
Non firmate il commento. NON, enne-o-enne, negazione. Più tardi capirete il motivo...
Pubblicatelo.

× Non valgono le persone (amici, famiglia, il vicino di casa, quel gran pezzo di... - in greco, pagkalon ti crhma);
× Non valgono sentimenti (l'amicizia, l'amore, la paura, la sensazione spiacevole di quando ti svegli e non sei nel tuo letto...);
× Non valgono gli astratti in genere (una passeggiata nei boschi, una chiacchierata con il mio migliore amico...);
× Non valgono i collettivi (la mia collezione di dischi, la mia biblioteca... scegliete UN libro o UN disco, se proprio volete);
× Non valgono i generi di sopravvivenza (non si gioca a "cosa porteresti sull'isola deserta"; però, se non riuscite a staccarvi dalla vostra bussola, poi quelli sono anche fatti vostri...)

Perché in modo anonimo? Beh, diciamo che così chiunque può scrivere liberamente senza farsi problemi di firma o di "cosa penserà la gente di me", e qualsiasi commento potrebbe essere di uno degli assidui frequentatori come di un visitatore sporadico. Partiamo tutti dallo stesso livello: utenti Splinder, per favore, fate log-out; lettori casuali, non firmatevi. Così, magari, ci si può divertire a indovinare se qualcuno di conosciuto ha lasciato traccia del suo passaggio.

Ma... e io? Sarebbe troppo facile se dessi a voi il privilegio dell'anonimato partendo svantaggiato con la pubblicazione, qui di seguito, delle cinque cose a cui io non rinuncerei mai, giusto? E allora ho deciso di fare in questo modo: nel corso della settimana corrente - vale a dire in un periodo compreso tra oggi (lunedì 23 aprile) e domenica 29 - pubblicherò anch'io sotto forma di commento anonimo il mio elenco. Divertitevi a cercare di scoprire quale potrebbe essere...

(L'«ispirazione a fatti realmente accaduti» sta nel fatto che, ieri sera, ho portato alle Pawaii - ora che fa caldo - un aggeggio da cui proprio non riesco a separarmi. Un mese senza bicicletta è sinceramente troppo, e senza averne una mia sempre a disposizione mi sento disorientato; e siccome papà ne ha appena messa a nuovo una vecchia...)
[Ovviamente, "bicicletta" non sarà nel mio elenco. Pensavate che... e invece...]

Gioca con noi...: MrCaesar a 19:49 | link | commenti (11) |Mi piace
giochi, best off

domenica, 15 aprile 2007
Scacco a Deep Blue

Sono in una missione così segreta che non ve ne posso neanche parlare...

L U N E D Ì ,  1 6   A P R I L E   2 0 0 7

Scacco a Deep Blue

Una delle mie missioni più difficili. Ma un esperto pianificatore come me, con anni di esperienza come re indiscusso di questa schacchiera, non può farsi sopraffare dal figlio del caos. Figlio illegittimo di Kasparov e di altri titani della competizione, voglio vederlo soccombere... Beh, non proprio. Diciamo che voglio sferrargli questo attacco - la cui strategia studio ormai da giorni - e vedere come reagisce.

La mia mossa iniziale è la sorpresa. So che la prima mossa tocca a me. Percui invio il mio pedone in avanti e aspetto la sua mossa. Ci mette un po' ad elaborare, questo è vero, e nonostante ciò riesce a sorprendermi. Una risposta che non contemplavo. Forse mi ha sentito mentre parlavo dei miei futuri piani all'alfiere? È pressoché impossibile, dato che lo conosco piuttosto bene. Forse; chi mi dice che non faccia il doppio gioco, eh?

Mi mantengo comunque sull'evasivo - che potrebbe far pensare una cosa ma potrebbe fare anche pensare tutt'altro, che lascia presagire una mia mossa futura, anche se lascia spazio a due distinte chiavi di lettura. E a questo punto mi metto in pace, ad aspettare una sua mossa, che non arriva. Sotto i miei occhi, ora dopo ora, i miei pedoni cominciano a rarefarsi...

È giunto il momento di passare al cavallo. Guardo i suoi occhi liquidi aspettando che mi faccia un cenno col capo. Io aspetto che sia pronto, lui aspetta. Aspetta troppo, dannazione, cosa vuole? Mi sta facendo perdere troppo tempo... Ci siamo, pronti per l'affondo. È un attacco che pianifico da troppo, basta che non faccia la mossa che mi auguro che non faccia. Lo sussurro al mio cavallo, lui nitrisce d'assenso. Mi rassicura, anche se mi sembra che stia perdendo colpi. Ma non vuole farmene accorgere, sa quanto ci tengo, a lui e a questa missione. Galoppo ad una velocità forsennata, guardando quell'orologio che sembra correre, però, più veloce di me. Infatti, mentre muovo io, per colpa di una dannata coincidenza succede quello che non volevo succedesse. E questa mossa mi spiazza. Diamine! Dovrò aspettare per sferrare il colpo decisivo...

Finalmente arriva il momento buono per raggiungere anche loro, l'alfiere e la sua regina. Studio Deep Blue mentre mi faccio scortare da loro verso quel remoto angolo della tavola. Mentre ci incamminiamo, riflettiamo sul da farsi; esaminiamo le possibili scelte e, con un moto di sadica precipitazione, decidiamo di renderlo partecipe della parte finale del nostro piano. Se lo aspettava, e anche noi ci aspettavamo che se lo aspettasse, ma la nostra tattica funziona così. Siamo pronti per entrare in azione, io e l'alfiere, soli. Non è una faccenda da donne, questa. E siamo veramente in pochi ad affrontarla; a me e al mio alfiere sarebbe piaciuto contare su un appoggio maggiore, ma non potevamo in alcun modo chiamare rinforzi, sarebbero arrivati troppo tardi.

Giungiamo in un lampo alle sue torri di guardia, che oltrepassiamo senza alcuna difficoltà, fino a che non arriviamo da lui. Lo troviamo abbarbicato sul bastione principale; ci sta aspettando. Un po' mi dispiace vederlo così. Non ha più la regina, e questo lo ha fatto cadere in crisi. Poniamo fine a questo stillicidio, non ce la facciamo più, né io, né - da quanto mi sembra di capire - lui.

Matto.

Una partita che, da quanto ho potuto constatare, non trova altri precedenti in letteratura.

(Tra me e l'alfiere, di pezzi, ne abbiamo mangiati un sacco. Lui ne ha addirittura mangiato qualcuno dei miei...)

Gioca con noi...: MrCaesar a 16:02 | link | commenti (3) |Mi piace
allegoria, best off

sabato, 07 aprile 2007
Allora, siccome non siamo abituati a quadri di 8 metri, strappiamo anche "Guernica"

Siete ragazzi. Due ragazzi come tanti. Siete in America. Vi piace giocare, sì, fantasticare soprattutto, perché la fantasia è quello di cui avete bisogno nel quartiere non troppo ricco dove state crescendo. Quel quartiere che vi non offre granché come attività di svago, a parte qualche corsa in strada coi compagni e qualche gioco improvvisato sulla strada polverosa. Così, quando le forze - o la voglia - vengono meno, potete sempre rientrare in casa e cercare di vedere se la televisione sta trasmettendo qualcosa di buono. Oppure, allo stesso modo, potreste vedere quanto il vostro salvadanaio ha da offrirvi e dirigervi verso un qualsiasi cinema.
Avete una decina d'anni. Ed essendo voi nati negli anni '60, ciò vi immerge nel mondo del cinema degli anni '70. Ma, soprattutto, nei cinema degli anni '70. La vostra giovane età, i vostri gusti ancora in via di formazione vi spingono verso determinati tipi di cinema - perché non tutti vanno poi bene, altrimenti rischiereste di annoiarvi, se le pellicole fossero troppo riflessive, o sdolcinate, o drammaticamente piatte. Voi volete azione. Voi volete adrenalina. Voi volete sentimento vibrante. Per questo non vi dirigete verso un cinema qualunque, ma a colpo sicuro verso una grindhouse (a noi italiani non interessa sapere che significa pressappoco "tritacarne").
Il programma, in genere, era molto ricco e allettante. Lo si riconduce al generico termine «exploitation movie», film di eccesso in tutti i sensi: eccessivamente ricco di emozioni il contenuto quanto eccessivamente povera di budget la forma. Film di serie B, d'accordo, ma dall'elevato tasso erotico-sessuale, adrenalinico e violento, con un erotismo poco mascherato, violenza in tutti i campi possibili dall'horror puro ai film di kung fu e un ricchissimo contenuto di alterazioni del battito cardiaco. In momenti particolarmente buoni potevate anche imbattervi in spaghetti-western o inseguimenti automobilistici. E il bello è che con una proiezione potevate assistere anche a tre film, uno di seguito all'altro. Magari interrotti da qualche trailer capace di incuriosirvi sulle prossime uscite. Insomma, uno spettacolo di più di due ore che inizia nel momento stesso in cui sedete sulla poltrona e non vi abbandona fino all'uscita del film.
Normale che ne usciste elettrizzati.
Più che normale che ne avreste serbato un ricordo influentissimo per il vostro futuro.

Siete cresciuti. I favolosi anni '70 sono finiti da una ventina d'anni almeno. Siete ancora i ragazzi di prima. E, com'era prevedibile, serbate un ricordo profondissimo delle grindhouse di un bel po' di tempo fa. Vi ha influenzato? Direi di sì, dal momento che siete due registi di fama mondiale (uno di voi due ha persino vinto una Palma d'Oro a Cannes). Ho taciuto i vostri nomi; vi chiamate Robert e Quentin, e siete due grandi amiconi. Avete già lavorato insieme - da Four Rooms in poi non c'è film di Quentin che non vanti una musichina scritta da Robert o film di Robert che non abbia una scenetta diretta da Quentin -, ma avete un progetto un po' più ambizioso.
Vi si stringe il cuore a pensare che i giovani d'oggi raccattino la loro paghetta per andare a spenderla in una multisala. Le belle grindhouse di una volta non ci sono quasi più. E allora vi salta in mente che, perché no, potreste provare voi a ricostruire l'esperienza di una di queste salette. Tutto quello che vi basta fare è girare due brevi exploitation movies da non più di un'oretta-un'orettaedieci ciascuno, proiettarli uno di seguito all'altro, magari intervallati da qualche trailer fittizio girato da voi o qualche vostro amico, e il gioco è fatto. Non male come idea, no?
Infatti vi ci siete messi al lavoro volentierissimo. Robert ha elaborato "Planet Terror", un film horror pieno di zombie con una tizia che ha una mitragliatrice al posto di una gamba, mentre Quentin si è lasciato trasportare dalle gare automobilistiche per girare "Death Proof", un filmetto in cui Kurt Russel è un serial killer che uccide ragazze con la sua auto da corsa. In mezzo, trailer come "They called him Machete", dove l'arma da taglio del titolo dice tutto, e un curioso "Cowgirls in Sweden", il cui nome lascia già presupporre di tutto. Ma anche altri vostri colleghi vi hanno chiesto, entusiasmati dal progetto, di poter girare il loro trailer, ed entusiasti avete risposto loro «Perhé no?».
Insomma, avete fatto un bel filmone col vostro amico, avete coinvolto altra gente che ci credeva un sacco, il tutto per ricreare nei primi anni del ventunesimo secolo l'atmosfera di quando eravate bambini voi, tutto a favore delle nuove generazioni. Già, tutto sembra andare per il meglio.
Cosa potrebbe andare storto?

"Grindhouse", di Robert Rodriguez e Quentin Tarantino, esce in America il 6 aprile 2oo7. 190 minuti di puro divertimento, tra gli episodi dei celebri registi e trailer fittizi come "Thanksgiving" di Eli Roth (già regista di "Hostel") e "Werewolf Women of the S.S." di Rob Zombie con Nicholas Cage.
Pare che Tarantino possa partecipare in concorso al Festival del Cinema di Cannes con il suo "Death Proof".

Ma...
La Weinstein Films Company non ha ancora deciso quando rilasciare "Grindhouse" in Europa. Per il momento sa solo che, siccome noi Europei non siamo abituati al doppio spettacolo, farà uscire le due pellicole - quella di Robert e quella di Quentin - separatamente, a discapito della originale concezione dello spettacolo.
La qual cosa mi fa incazzare come una belva.

[Intanto che sono ancora in tempo, buone uova di Pasqua a tutti. Mamma ha esordito dicendo: «Mi dispiace deluderti, ma quest'anno non ti ho preso uova di cioccolato. Spero che mi perdonerai...». Già fatto. Tra zie e altre fonti è già pervenuto in casa un uovo fondente al 70% di cacao e due uova al latte ricoperte di nocciole...]

{Pubblicità occulta: c'è un nuovo link nella colonna a sinistra. Sta tra Sydrojé e Unanota...}

Gioca con noi...: MrCaesar a 20:08 | link | commenti (18) |Mi piace
cinema

venerdì, 06 aprile 2007
Ci ho messo quasi sedici anni - sì, ma non consecutivi...

Thank you, Mario.
Your quest is over.

We propose you another quest.
Press button B to select a world.

Cosa posso dire?
Me l'aspettavo meglio. Vista dal vivo, la principessa è proprio una racchia. Non potevano sprecare qualche pixel in più per farla quantomeno decente?

(Finito Super Mario Bros. per NES. COL NES. Alle 13.30 di oggi. Era in casa mia dal 1991, credo...)

Gioca con noi...: MrCaesar a 14:38 | link | commenti (2) |Mi piace
videogiochi



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