(Cæsar's Palace)³

Periodico saltuario illustrato di intrattenimento ispirato a fatti realmente accaduti, al cubo. Ma anche a me.

Eccomi

Utente: MrCaesar
Nato piccolo (e mai diventato altissimo), maturato presto, sto recuperando la mia adolescenza poco alla volta.

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Porte girevoli

Sono stati qui *loading* giocatori

sabato, 31 marzo 2007
Lo so che non è facile nella vita scoprire che c'è anche Eddy Merckx...

In breve.
Stamattina mi svegliano alle 9.
Mamma e papà? No, due poliziotti.
Il tizio che aveva legato la bicicletta al palo è andato a sporgere denuncia di furto.
A-ha, penso io, così lo vedo in faccia, finalmente (e preparo un paio di ravanelli per l'occasione).
C'è un piccolo inconveniente. Lui ha portato con sé un amico, un tizio piuttosto fiscale. Si chiama Scontrino.
Un giudice dà senz'altro più credito a un pezzetto di carta che alla mia certezza di possesso del 95%.
Una descrizione minuziosa non può niente contro un documento comprovante.
La restituisco, mio malgrado, al sedicente proprietario.
Se non l'avessi fatto, e avessi voluto intentare un procedimento, sarebbe innanzitutto stata sequestrata.
E non avrei avuto senz'altro la certezza di rivederla come mio possesso riconosiuto.
Calliope non era Calliope. O almeno, così ho dovuto dichiarare.
La mia denuncia di furto rimane comunque valida.
Ritorno alla pseudoprecaria di papà.
Prima o poi la ritroverò.
E sarà mia.

(Michele, mi secca ammetterlo, ma mi sono appena reso conto di aver scelto la carta dal mazzo nero. Indovina cos'ho pescato...)

Gioca con noi...: MrCaesar a 10:33 | link | commenti (9) |Mi piace
oggetti smarriti

venerdì, 30 marzo 2007
Come sono felice. Gimondi.

Da metà settimana mi ero ripromesso di parlare degli spettacoli cui ho assistito martedì e mercoledì, nella fattispecie un film e un monologo. Nella fattispecie, 300 e "Barracuda 2007", tratti da Frank Miller e Daniele Luttazzi. Epico il primo, esilarante il secondo.
Fatto. Ora che ne ho parlato, posso dedicarmi a un altro argomento, che mi ha colpito più da vicino. Ma prima un po' di storia...

(Luglio 2oo5
Un antefatto che serve. Parcheggio la bici - Bich, vedrete poi chi è - davanti al cinema all'aperto "Arena Giardino" prima di godermi un divertente spettacolo. Dopo la proiezione, al momento di riprenderla, mi accorgo che qualcuno ha asportato il sellino. Bestemmiando e pedalando in piedi, torno a casa.)

Novembre 2oo5
Furto
a casa Lazzarini - che poi sarebbe la mia. Dal sottoscala del condominio viene infatti trafugata la Mountain Bike (d'ora in poi denominata Bich, anche se il nome le è stato dato a Febbraio 2oo7) che accompagnava le mie peregrinazioni da tempo immemore. Anni, senz'altro. Regalo per qualche occasione che in questo momento non riesco a ricordare. No, non ce la faccio. Forse perché sono troppo concentrato a scrivere. Pazienza. Niente, siccome non è il primo furto di bicicletta che avviene quel mese nel mio condominio - che poi sarebbe casa Lazzarini, sporgo denuncia di furto. La Polizia dice che farà il possibile per ritrovarla. Ceeerto, come no. Nel frattempo, sono appiedato; non proprio, perché all'occorrenza utilizzavo quella di papà, ma che mi dava una sensazione di precarietà indescrivibile, del tipo che pensavo che in seguito ad una poderosa pedalata mi si sarebbe potuta smontare sotto il culo (mi darà motivo di ricredermi ad Agosto 2oo7).

Febbraio 2oo6
Compleanno a casa Lazzarini - che poi sarebbe il mio diciannovesimo. La mia condizione di perenne appiedato indolente convince i miei a passare da un ciclista a cercare una simpatica City Bike (d'ora in poi denominata Calliope). La mia passione per i cicli spinge anche le zie a coalizzarsi un bit per regalarmi un set di un tot di accessori. Non si sprecano i grazie. Per la prima volta nella mia vita, forse, un regalo di compleanno che mi soddisfa pienamente. A Calliope (nome della copywriter Carlotta Racchetti) tengo molto: la lego con catena e lucchetto ai pali, quando ha finito di mangiare la prendo in spalla per farle fare il ruttino e prima di coprirla la notte per evitare che prenda freddo le sussurro dolcemente che nessuno ci separerà mai. Mai.

Luglio 2oo6
Calliope è diventata la mia seconda bici ufficiale. Non fa niente che nel viaggio fino a Mantova delle vacanze di Pasqua si sia tranciato il cavetto che collega la dinamo al fanale posteriore, né che sulla forcella anteriore sinistra vi sia un graffio dovuto al fatto che l'ho appoggiata troppo sbadatamente, né che quel graffietto sul cambio a sei rapporti... oh, beh, chissenefrega, è la mia bici e basta. Una sera si decide di andare all'"Arena Giardino". Bene, mi ci reco in bicicletta. Ma, memore di quanto successo l'anno precedente, parcheggio Calliope in un luogo leggermente più lontano e defilato. Mi godo un'altra interessante proiezione, terminata la quale mi porto a recuperare il mezzo. Giunto sul posto, non trovo più il sellino. Ma nemmeno il resto della bicicletta. Fremiti di dannazione, ondate di amarezza, ritorno a casa quasi in lacrime.

Due settimane dopo...
La mia vita da pedone non ha senso. Porto ad un check-up completo la bici pseudoscacciona di papà, da un ciclista abbastanza fidato. Vado a ritirarla, e nel tragitto a casa una coppia di adorabili vecchiacchi, in bicicletta anch'essi, mi tagliano la strada e mi costringono ad un ripiego in un vicolo laterale. Mi guardo intorno e rimango esterrefatto. Ma... quella addossata al marciapiede, non è...? Le stesse manopole rosse. Lo stesso campanello verde. Lo stesso portaborraccia blu. È Bich! Chi l'ha vista lo sa. Abbandonata, con i cambi scassati, la catena arrugginita, il sellino sfasciato, ma pur sempre lei. La raccolgo, la riaccompagno a casa e la porto a farsi fare un check-up completo. I figli del ciclista hanno l'università assicurata, credo.

Agosto 2oo7
Con la bici di papà - quella pseudoprecaria di cui sopra - arrivo da Cremona a Peschiera del Garda. In più tappe, ben inteso (l'ho messo per completezza).

Novembre 2oo6
Bich va in trasferta: viene promossa a bicicletta ufficiale pavese. È lei che mi permette di non dipendere dagli orari degli autobus della Line, di abbattere i tempi di spostamento e di andare un po' dove cazzo mi pare. Sì, portarla a Pavia è stata un'ottima mossa. Per quando sono a Cremona, tanto, c'è la bicicletta pseudoprecariamaadessounpodimeno di papà.

(Febbraio 2oo7
Bich
guadagna il suo nome - assonante col termine inglese per "troia" - quando le viene la bella idea di far saltare il cambio lungo la salita di S. Biagio per arrivare a Garlasco. Aneddoto curioso per dire che i ciclisti - inteso come riparabiciclette - di Garlasco che aggiustano le bici senza volere nulla in cambio sono onesti e che io sono prevalentemente un ciula.)

Marzo 2oo7
Dopo Garlasco, ho deciso che la prossima meta delle mie peregrinazioni sarà l'Oltrepò Pavese, con le sue meravigliose colline di Torrazza Coste. E che Bich mi ci accompagnerà fedelmente. Dopotutto, a me la mia bicicletta piace veramente un sacco. Ma non sono l'unico. Nel tornare in collegio la domenica sera, scorro con lo sguardo lungo la strada dove ho parcheggiato Bich, in cerca delle manopole rosse. Non le vedo. Ma è buio, avrò avuto le traveggole. Controllo meglio. No, non c'è proprio. Come le biciclette degli altri alunni del collegio: due di loro se ne sono visti sparire una ciascuno le settimane precedenti. Grida di dolore, cenni di solidarietà (grazie per qual che avete detto, Commentatori + Luminari&co.), promesse di ricerca... tutto inutile. Non rivedrò mai più Bich, me lo sento.

Due settimane dopo... cioè oggi pomeriggio alle 18.15
Giretto a caso per il centro. Morale sotto le scarpe. Passo con grande calma di fianco a un'edicola, vicino ad un cartello stradale, al quale è ancorata... Non è possibile. Quel cavo tranciato. Quel segnaccio sulla forcella. Quel graffietto sul cambio a sei rapporti... È Calliope! È mia! È legata! Ma non da me! Cazzo! Telefono a casa, mamma mi raggiunge sul luogo, identifica il ritrovamento e piantona Calliope (nel caso il proprietario abusivo si rifacesse vivo) mentre mi reco dietro l'angolo a fare una cosa importante. L'edicola è vicina, sì, ad un cartello stradale, ma anche - e soprattutto - alla Questura, che è giusto giusto dietro l'angolo. Lei ha già chiamato il 113, dove le hanno suggerito di denunciare furto e rinvenimento; così entro, denuncio il furto e il ritrovamento, sbrigo quelle poche formalità ed esco in tempo (dopo un'oretta e mezza) perché la volante col tronchese la liberi e me la riconsegni. Ora è nel mio cortile, legata; ha già fatto il ruttino ed è calda sotto la sua copertina.

Morale: perché io ritrovi una bicicletta è necessario che me ne fottano un'altra.
Ora, siccome alla mia Bich ci tengo, faccio presente - se qualcuno fosse interessato - che la bicicletta pseudoprecaria di papà non è poi messa così tanto male...

Gioca con noi...: MrCaesar a 19:59 | link | commenti (1) |Mi piace
oggetti smarriti

domenica, 25 marzo 2007
È stato detto, questa settimana...

5) «Curiosity kills the cat», detto proverbiale inglese.
Non so che curiosità avesse quel gatto, so che c'entrava un Eurostar a Rogoredo. So che per soddisfarla gli è corso incontro fino ad arrivargli vicino, troppo vicino, maledettamente vicino. Risparmio i particolari macabri. Ho pianto.

4) «Ah, sì, questa volta è andata molto meglio della settimana scorsa. Decisamente meglio».
Prova intermedia di Meccanica. Risultato: 0.8 su 2. Che tradotto in voti-liceo è un magnifico 4. Molto meglio della settimana precedente: il risultato in voto-liceo sarebbe stato 1.

3) «No, e poi bellissima era anche la scena dove lo trafiggono con... Dove stai andando
Beh, cari amici, state parlando di un film che ho intenzione di andare a vedere (300, per la cronaca), sono contento che voi abbiate assistito ad uno dei primissimi spettacoli in programmazione, mi fa piacere che lo consideriate già una pietra miliare della cinematografia moderna... ma, cazzo, preferirei arrivare al cinema con qualche piccolo particolare ancora da scoprire...

2) «Uffa, però adesso fai giocare un po' anche me, vero?»
Sorella lamentosa. I videogiochi anni '80 conservano ancora tutto il loro fascino e la loro funzionalità, perché lasciarli in mano a chi non li sa apprezzare? Per inciso: vai a giocare con le bambole e lasciami la manopola. (Vi avevo promesso aggiornamenti: ho montato il NES, funziona a meraviglia, ho passato quasi tutto il week-end a giocare a SuperMarioBros - Boldo ne è testimone. Quasi tutto, perché ho dovuto anche mangiare e dormire. Poi si spiegano i risultati di Meccanica...).

1) «Beh, adesso che comincia la bella stagione, posso cominciare seriamente a sfruttare il mercoledì pomeriggio per farmi dei bei giri in bicicletta...»
Ringrazio il simpaticissimo bastardo che adesso si sta facendo dei bellissimi giri con la MIA bicicletta, e gli ricordo che nonappena lo trovo, lo uso per sperimentare una personalissima teoria sulla sopravvivenza umana con un ravanello incastrato in ogni orifizio corporeo. Sì, ho detto proprio così: ravanello.

Gioca con noi...: MrCaesar a 22:47 | link | commenti (3) |Mi piace
citazioni

venerdì, 16 marzo 2007
Lungo com'è, potete saltarlo (ma col pugno in su, per rompere il blocco e far uscire il funghetto...)

Mi ha sempre affascinato perché non ce l'avevo. Non essendo in mio possesso, cercavo in tutti i modi di poterne usufruire quando se ne presentava l'occasione. Lo usavo a casa di amici, o lo chiedevo in prestito, ma era forse ancora troppo poco.
Sto parlando di videogiochi. Sto parlando di quando avevo tra gli otto e gli undici anni. E sto parlando soprattutto a quelli che non hanno ancora sentito granché questa storia perché c'è gente a cui ho già fatto una testa così alle Pawaii (il noto arcipelago sul Ticino).
Il gioco in questione è Super Mario Bros. 2 (Nintendo, 1988), sviluppato per la piattaforma NES, quella a 8 bit. Mancando nella mia collezione di cartucce - passavo direttamente dal primo al terzo episodio della serie - ha sempre suscitato nei miei confronti il fascino dell'ignoto, anche, e soprattutto, per quei piccoli particolari che lo rendevano così tanto diverso dalle altre puntate della saga.

(Nota disambigua: per risparmiare caratteri e tempo, Super Mario Bros sarà d'ora in poi abbreviato in SMB.)

Si parla di differenze, dunque. Tanto per cominciare, che fine hanno fatto le sempreverdi e sempre presenti schermate coi punti? Non so a chi potesse interessare incrementare il punteggio di 1000 ingurgitando un funghetto raddoppiatore di dimensioni (il fine pratico, in SMB, c'era: effettuando un game over con un punteggio superiore a 100.000 si poteva evitare la noia di ricominciare tutto da capo ripartendo dal primo schema dell'ultimo mondo raggiunto). Ma in SMB2 non ci sono punti.
Così come non c'è il tempo. Quante volte quell'avviso sonoro e quella musichetta velocizzata hanno fatto scappare a giocatori di tutto il mondo un "ohccazzo" di rabbia, stupore e disperazione, nonché un "meeerda" per l'errore dovuto alla fretta di finire lo schema prima di «morire di tempo», secondo una definizione coniata da me ma - credo - universalmente comprensibile...
Così come non ci sono i magnifici Power-up nei blocchi col punto di domanda. Niente fiore che trasforma Mario in Mariopalladifuoco. Niente Stellina dell'invincibilità (no, quella c'è, però si ottiene collezionando dieci ciliegine. Ciliegine? Sì, ciliegine). E il fungo che fa diventare grande si trova solo in determinati posti che sono raggiungibili solo aprendo una porta creata scagliando a terra la fiala di una pozione (una pozione? Sì, una pozione). Gli oggetti in questione si trovano nascosti sotto ciuffetti d'erba da sradicare, principalmente per estrarne ortaggi da lanciare contro i nemici al fine di ucciderli. È la prima volta, forse, che Mario non ammazza qualcuno saltandogli addosso.
Così come straniante è il fatto che non ci sia una principessa da salvare. Una svolta nella trama, d'accordo. Però la principessa Peach c'è, viva, vegeta ed eligibile come personaggio. Lei, con la sua gonna svolandrina che le permette di rimanere fluttuante nell'aria, insieme al fedele servitore Toad, tappetto, bassino e testadifungoso. Compare anche Luigi, stranamente diverso da Mario: non più il suo gemello con la tutina verda ma uno spilungone che mulinella le gambe in aria e ci rimane sospeso per quel tot che gli serve a superare insensati dislivelli. E il bello è che si può scegliere chi impersonare, ribaltando la classica mentalità multiplayer che sanciva il sistema di equazioni Giocatore1 = Mario; Giocatore2 = Luigi. Anche perché qui non c'è possibilità di multiplayer.
Ma, a questo punto, sorge spontanea la domanda: come mai SMB2 è così diverso da SMB, pur essendone - nominalmente - il seguito? Tenetevi pronti...

Super Mario Bros. 2 non è Super Mario Bros. 2.

Vi vedo indreduli. Lo ero anch'io, quando l'ho scoperto, il che risale a meno di tre settimane fa. Non è una faccenda troppo difficile da spiegare...
Il signor Miyamoto (presidente della Nintendo e papà di Mario) era così galvanizzato per il successone di SMB che aveva già pronto il seguito. Più difficile, più stronzo, perfettamente identico al primo nello svolgimento e nel procedimento salvo l'introduzione dei funghi velenosi. E com'è andato questo gioco? Già in Giappone aveva scarso successo alla sua uscita (1987). In Europa e negli USA non si sono nemmeno dati la pena di farlo arrivare (ma ci giungerà lo stesso, nel 1994, come "SMB: The Lost Levels", compreso nella cartuccia per SNES "Super Mario All Stars").
Problema: come ci regoliamo con gli occhi smandorlati? Non possiamo farli passare direttamente dall'uno al tre...
Risposta: adattiamo un gioco già esistente con questi personaggetti che a loro je piacciono assaje. Il gioco in questione era Yume Kojo: Doki Doki Panic (1986), storia di una allegra famigliola araba che si mette in viaggio per salvare due bambini. Non una gran trama, uh? Allora adattiamolo per renderlo più godibile: Mario e i suoi amici devono liberare il Regno dei Sogni, denominato Subcon - in uno slancio di omaggio a Freud? - dal perfido rospone cattivo Wart che non si sa bene cos'abbia fatto, però è cattivissimo. Il risultato è, a detta dei puristi del platform e dei fanatici di Mario di ogni genere e specie, banalotto e deludente, tant'è che per SMB3 sono tornati ad uno stile di gioco più classico ed elegante. Senza contare che, stando così le cose, non è nato per essere un episodio della saga di Mario ma un calcoimmagazzinadanarogradevoleperloccidente.

Dite quel che volete, ma a me piace lo stesso.

Se volete saperne di più, chiedete a Vittorio di Pedia (Viki, per gli amici), o guardate qualche filmato, se ne trovano di carini su TuTubi. Se ci andate, provate a fare un confronto Super Mario Bros. 2 - Doki Doki Panic... potreste rimanere stupiti.

Award(Io e il notaio abbiamo conferito molto sul giochino della settimana scorsa, perché purtroppo non è stata data la risposta corretta; perciò abbiamo dovuto scegliere, tra un generico "Super Mario" e un perfettibile "Super Mario 2", quella che si avvicinasse di più a "Super Mario Bros. 2". Assegnamo pertanto il "Tune Recogniser Award" per l'impegno che ci ha messo alla premiata coppia Luca-IlLorenzo, sperando che prima o poi si organizzi la fantomatica serata arcade cui si è fatto un accenno l'altra sera.)
[Io porto il NES.]

Gioca con noi...: MrCaesar a 23:28 | link | commenti (9) |Mi piace
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